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Le Terapie non farmacologiche

... attivate in Casa Famiglia

Attività e progetti in Casa Famiglia

PREMESSA

La malattia di Alzheimer, nel suo procedere, toglie gra­dualmente alla persona che ne è colpita, la capacità di comprendere il mondo circo­stante e di comunicare con ciò che la circonda. 
Permane invece integra e for­te, anche nelle fasi più avan­zate della malattia, quella spinta emotiva e affettiva che parla attraverso il corpo, il gesto e lo sguardo.
Il nostro corpo è come uno specchio che riflette fedel­mente tutti i nostri senti­menti, i pensieri, l’umo­re, i ricordi e racconta, nel suo linguaggio silenzioso, i moti della mente e del cuo­re che le parole non riescono più a tradurre.

Negli ultimi anni stiamo assi­stendo, da parte di chi si occu­pa dei servizi alla persona, a richieste sempre più numerose di interventi che impieghino le terapie espressive, le terapie non farmacologiche, nelle loro diverse modalità, in progetti preventivi, riabilitativi e tera­peutici. Le terapie non farmacologiche, come dice la parola stessa, fa­voriscono sensibili diminuzioni del carico farmacologico che viene somministrato al malato e migliorano in modo concreto la qualità di vita dei pazienti. È importante considerare che l’utilizzo delle terapie non far­macologiche in situazioni di de­ficit cognitivo e importanti pro­blematiche comportamentali deve essere di supporto e non sostituire le terapie farmacolo­giche. La cura inizia dal saper ascoltare. Le TNF (terapie non farmacologiche) sono utili se tutte le componenti operative (area socio assistenziale, area sanitaria) collaborano in modo sinergico, inoltre assumono una forte valenza di intervento pre­ventivo.
Le TNF, oltre a ridurre il rischio per il malato di sovradosaggio di farmaci che vanno a influire sugli stati depressivi e ansioge­ni, favoriscono una stimolazione delle residue capacità cognitive dei pazienti come ad esempio i processi della memoria, o in altre situazioni incidono sulle problematiche comportamentali dei pazienti affetti ad esempio da demenza senile.

Le TNF sono attive in queste 2 aree: area cognitiva – area comportamentale – una terza area riguarda l’ambiente che in questo caso ha una forte in­cidenza per la gestione dei di­sturbi cognitivi e comportamen­tali. Sono state inserite in fase sperimentale:

  • musicoterapia recettiva
  • musicoterapia ambientale
  • terapia della bambola
  • stimolazione cognitiva
  • terapie sensoriali
  • terapie del viaggio

Avere a che fare con una perso­na affetta da una patologia, sia essa psichica, fisica o entrambe le cose, vuol dire entrare in con­tatto con una diversa maniera di vivere. Questi individui, hanno innanzi­tutto bisogno che li si ascolti e che li si comprenda. Per poter fare questo, le perso­ne che li vogliono aiutare, de­vono affacciarsi, sporgersi fuori dalla finestra della propria con­dizione di normalità e cercare di entrare nel mondo della di­versità.

TNF inserite nelle Case Famiglia di Fondazione Mantovani e Sodalitas

La Terapia della Bambola

La valenza terapeutica nell’uti­lizzo della bambola con pa­zienti affetti da demenza senile che presentano disturbi com­portamentali importanti, assume significati simbolici. La bambola è uno strumento che favorisce l’attivazione di memo­rie favorendo l’accudimento so­prattutto materno. L’utilizzo del­la bambola terapeutica evoca dinamiche relazionali significa­tive e nella progressiva perdi­ta delle capacità e abilità nelle persone affette da demenze importanti, la bambola diviene uno strumento simbolico conte­nitore dei vissuti materni e pa­terni. La bambola è il bambino da ac­cudire, da curare, da accarez­zare, da guardare, da stringere e in questa
alternanza, stimo­lando emozioni arcaiche i pa­zienti riconoscono vero l’oggetto inanimato e la cura della bam­bola favorisce la diminuzione di gravi disturbi comportamentali.

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Musicoterapia recettiva

Sarà attivato un percorso te­rapeutico di musicoterapia re­cettiva sia da realizzare in uno spazio dedicato, o nello spazio della quotidianità. Dopo una valutazione sonoro musicale si inseriranno in ascolto musiche e suoni significativi per la persona dal punto di vista emotivo rela­zionale. Si utilizzano per l’attivazione di questa terapia delle cuffie da usare nei diversi momenti della giornata. Le diverse stimolazio­ni potranno essere proposte sia con sedute individuali collegate ad interventi mirati ad affron­tare specifici disturbi comporta­mentali o con interventi al biso­gno, anche in collegamento con gli interventi sanitari e socio- as­sistenziali. Questi interventi potranno es­sere effettuati durante la gior­nata o nelle fasi notturne se ne viene rilevata l’esigenza.

Musicoterapia ambientale

L’obiettivo di tale intervento è svolgere un’azione di supporto e facilitazione indiretta attra­verso il contesto, ambiente so­noro, atto a:

  • favorire alcune attività o compiti specifici di precisi momenti della gior­nata (risveglio, pasti, riposo);
  • contribuire ad alleviare tensioni o dolori e a sostenere il tono dell’umore.

Saranno attivati momenti di “ascolti terapeutici”, in modo da favorire l’orientamento tempo­rale e cadenzare i diversi tempi della giornata.
È prevista l’attivazione di un protocollo di osservazione con periodiche verifiche rispetto all’applicazione dello strumen­to e agli effetti osservabili, sia attraverso momenti di osserva­zione diretta degli ospiti, sia at­traverso la raccolta di osserva­zioni effettuate dagli operatori o dai familiari: gli stessi saranno preventivamente sensibilizzati e formati a tali rilevazioni che seguiranno criteri di semplice applicabilità all’interno delle procedure e compiti quotidiani. È prevedibile una variazione nel tempo delle proposte musicali in base alle rilevazioni effettuate.

Stanza Multisensoriale

Un particolare e specialistico aspetto di questo metodo è rap­presentato dall’attivazione di una stanza di stimolazione mul­tisensoriale per gli ospiti dei Nu­clei Alzheimer e del CDI. Questo metodo, all’estero, rap­presenta una realtà scientifi­camente riconosciuta. La pro­spettiva è quella di attivare una stanza multisensoriale per la riabilitazione cognitiva e uti­le per attivare dinamiche di ri­lassamento. I sensi dei pazienti possono essere diretti, coordinati e stimolati, ottenendo benefici. Tramite l’utilizzo di un letto sen­soriale posizionato nella stanza. L’integrazione sensitiva è molto importante perché coinvolge lo stimolo e l’interpretazione di tutti gli imput sensoriali (vista, suono, odore, gusto e tatto): di conseguenza è possibile fornire all’anziano con demenza senile una esperienza unica per mi­gliorare la sua qualità di vita.


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La Terapia del Viaggio

Un autobus, un viaggio organiz­zato all’interno di uno spazio. È importante, direi fondamentale, l’organizzazione dell’ambiente collegato ad una precisa meto­dologia. Ci sono disturbi compor­tamentali difficilmente gestibili all’interno di uno spazio. Questo accade quando si ac­centua il decadimento delle fun­zioni cognitive, il tutto collegato a difficoltà di riconoscimento della realtà vissuta.

Un distacco del paziente dalla realtà associato spesso a diffi­coltà di accettazione dello spa­zio chiuso, e allo stesso tempo rinforzato dal desiderio di fuga. Agitazione, ansia, aggressività, affaccendamento wandering, irritabilità vengono contenuti e distolgono dalla volontà di fuga. L’idea del viaggio è da consi­derare come momento di vita, il viaggio diventa opportunità di relazione, un momento di fuga, viaggio come cura nell’attimo di accettazione di una realtà che non esiste, ma che è profonda­mente dentro ogni persona; da questa premessa nasce l’idea di un percorso di cura lonta­no dalla realtà, ma profonda­mente vero e radicato nell’ot­tica delle persone fragili che giornalmente si accudiscono, creando una situazione strut­turata ma virtuale che veico­li l’impulso del viaggio verso “casa”.

Gli Ambienti Terapeutici

Questo processo metodologico e terapeutico prevede delle reazio­ni o non reazioni conseguenti alla somministrazione di stimoli di fronte ad interazioni in spazi quotidiani appositamente predisposti. Questo processo si costruisce progressiva­mente nei diversi ambiti dedicati.

  • Nicchie sensoriali
  • Colori specifici
  • Stimoli sensoriali
  • Spazi che si trasformano
  • Strumenti terapeutici.

Tutte queste caratteristiche sono presenti da tempo nei percorsi di cura dei pazienti affetti da demenza, la novi­tà è una organizzazione me­todologica e terapeutica dei diversi percorsi.


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Dott. Ivo Cilesi  – Psicopedagogista esperto di TNF